Pixel 11×11

11 maggio – 11 giugno 2019
StudioSotterraneo
via Capitan Ottobono, 5
00176 Pigneto (Roma)

Pixel 11×11 Progetto espositivo a cura degli artisti di StudioSotterraneo e Simona Pandolfi Call aperta a tutti gli artisti: scadenza 3 maggio 2019 Inaugurazione 11 maggio 2019 Finissage 11 giugno 2019 presso StudioSotterraneo, via Capitan Ottobono, 5 – 00176 Pigneto (Roma) Cosa vuol dire essere umani nell’epoca della realtà virtuale? Questo è il quesito principale dal quale sono partiti gli artisti di StudioSotterraneo, interrogandosi sui cambiamenti in atto nell’ambito artistico e non solo. Una risposta – non per forza giusta ed univoca – potrebbe essere questa: condividere. O meglio riappropriarsi del fenomeno della condivisione. Condivisione non più soltanto meccanica e finalizzata all’acquisizione di maggior seguaci nella dimensione virtuale. Condivisione, invece, intesa come esperienza individuale e collettiva, collegata al contesto circostante – il microcosmo – quello più vicino e che ci illudiamo di conoscere, per poi mirare ai confini più ignoti del macrocosmo. Noi, piccoli puntini, come tanti pixel possiamo generare nuove immagini in parole, azioni, idee. E se riuscissimo a riportare il flusso energetico della condivisione dal virtuale al reale e viceversa senza demonizzare la tecnologia e con la stessa prodigiosa capacità del web di “fare rete”? È possibile oggi parlare di arte contemporanea senza scontrarsi con le nuove logiche delle relazioni virtuali?
“Pixel 11×11” è proprio questo: un esperimento, un invito alla partecipazione concreta, un progetto espositivo aperto a tutti gli artisti. La nostra piattaforma social sarà lo spazio fisico di StudioSotterraneo, che si propone come prima sede ospitante di un progetto che aspira a diventare itinerante e quanto più replicabile. A tutti gli artisti verrà chiesto di dare il proprio contributo con un’opera; non ci sono limiti di età per partecipare, né indicazioni sulle tecniche e sui materiali del lavoro da presentare. L’importante è che sia appendibile e del formato 11×11 cm. L’inaugurazione si terrà l’11 maggio, perché 11 è il numero che StudioSotterraneo ha scelto per personificare il concetto della condivisione. Numero maestro e primo numero di una decade numerica nuova (10 + 1), l’11 è l’energia del cambiamento e l’Arcano Maggiore della “Forza” nei Tarocchi. Potenza, idealismo e visione d’insieme sono le caratteristiche positive che spesso si associano a questo numero, che è armonizzato con i ritmi del suo numero base, il 2 (11= 1+1=2). Se l’integrità del 10 rappresenta lo status dell’Io, l’11 simboleggia il genio ribelle che varca la soglia del conosciuto e si affaccia su mondi misteriosi. Graficamente, nelle cifre arabe, l’11 è l’accostamento visivo di 1 a 1, il singolo che si avvicina ad un altro simile – e non per forza uguale – innescando così un nuovo corso. Entro il 3 maggio gli artisti dovranno presentare un lavoro, il proprio “pixel” 11×11 cm che andrà a comporre, insieme agli altri “tasselli” di egual misura, un’unica opera collettiva: un’installazione site specific a cura di StudioSotterraneo che incarna l’ideale della condivisione dal basso al di fuori delle logiche del mercato. Arte, quindi, come creazione libera, gratuita e partecipativa, che spinge al dialogo, al confronto, allo scambio di idee tra gli artisti oltre la deriva dell’individualismo. L’evento terminerà con un concerto degli artisti di StudioSotterraneo; verranno messi a disposizione strumenti musicali e altri oggetti dello studio e chiunque potrà prenderne parte, sia gli artisti partecipanti che i visitatori. Il rituale finale della condivisione avverrà l’11 giugno, giorno del finissage. Stabilita la perdita della proprietà del proprio “pixel”, ogni artista partecipante tornerà a casa con un altro frammento dell’opera collettiva. Al caso verrà affidato il compito di decidere: ogni artista verrà associato ad un altro mediante sorteggio e si procederà per 2 (1+1) al rituale dello scambio delle creazioni. Il singolo pixel 11×11 da “mio” nell’opera individuale a “nostro” nell’installazione collettiva diventerà “altrui” nelle mani dell’artista assegnato nel sorteggio. I vari pixel, come pezzi di un unico puzzle, prenderanno altre strade, magari per comporre nuove opere.

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